21 Settembre 2024
Un Concerto Bagnato
Ci troviamo in una contrada del nostro paese, dotato di un ampio raggio di territorio.
Le contrade, in genere, sono dotate di tempi di vita più lenti, è un moto rallentato che permette di osservare con maggiore tranquillità gli eventi.
La gente, o vive in situazioni di isolamento territoriale, o un interessante assembramento di casa che permette una deliziosa osmosi delle relazioni.
È la festa di contrada organizzata da un locale molto attrezzato. Alcune luminarie marcano simbolicamente la festa, mentre le postazioni degli arrosti e confezionamento di mozzarelle, sono già attive.
La brace, si sa, ha bisogno di lente e precise combustioni, mentre la pasta delle mozzarelle e’ bisognosa di adeguata elasticità per piegarsi alle forme complesse del prodotto finito.
Come al solito c’è il montaggio degli strumenti. Sovente i fenomeni fisici che attengono a regolare il flusso di elettroni nei cavi, si presentano in forma bizzarra. La tastiera funziona ma non la chitarra. I microfoni non funzionano mai a prima botta destando in noi astanti un inquietante momentaneo pessimismo.
Però, provando e riprovando, quasi che la fisica che ci piace smette di fare i dispetti, il tutto diventa funzionante e pronto per ricevere le sollecitazioni degli strumenti.
E da tempo che non proviamo anche se i pezzi li suoniamo un bel po’. Abbiamo tutti tanta voglia di suonare, di farci avvolgere dai tentacoli del groove, di incontrarci negli sguardi mentre le note si dispongono secondo scenario sonori in armonia tra di loro.
Il batterista picchia duro sulle casse, io mi ripasso le scale modalità e qualche licks, i chitarristi conservano energie che spenderanno durante l’esibizione.
Le nostre meravigliose cantanti arrivano un po’ prima del concerto in quanto impegnate nelle loro professioni abbastanza complesse.
Del resto, per essere sinceri sono le uniche che ” lavorano”. Io sono un professore e ho tre mesi di ferie e poche ore di lezione. Dicono! Il batterista è pensionato. I chitarristi svolgono lavori che non implicano una grande dose di concentrazione, quindi…q.v.d.
Prima del nostro concerto devono esibirsi due comici di un paese vicino. Hanno facce segnate da sorrisi e posture soggiacente.
E evidente che professano una comicità alla Toto’ basata sui fraintendimenti figli di una romantica ignoranza.
Ci chiedono di suonare prima per un po’ per scaldare l’ambiente. Obbediamo.
I primi due brani sortiscono una preoccupante indifferenza da parte dei commensali. In fondo si stanno ingozzandos di bombette e cervellata e Lu capiamo.
Ma dal terzo brano in poi, sollecitati con piglio cavalleresco dalla nostra cantante tastierista, ci applaudono con una buona dose di disattenzione civile.
Ma è sempre così. Infatti poi l’ambiente si riscalda e noi pure, anche se sul più bello dobbiamo cedere il palco ai comici.
Attraggono molto ma dopo appena 15 minuti ci sorprende una bomba d’acqua. Copriamo con difficoltà la strumentazione e rimaniamo sotto la struttura in plastica che da chiari segni di cedimento.
C’è la caviamo. Salviamo le nostre vite e quelle degli strumenti. Appena smette di piovere si caricano gli strumenti e si discute della serata facendo i nostri interventi con sorrisi amari e qualche sommessa maledizione.
Comunque ci siamo divertiti, abbiamo eseguito 10 brani in tiro e abbiamo rinnovato , ancora una volta, un incontro che ci fa bene al cervello e all’anima.
Al prossimo concerto, senza pioggia, e con tanta chimica che si trasforma in meravigliose emozioni


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